IMD: 119.189.1 - 2020-10-25 15:30

Un punto di vista euristico relativo alla generazione e alla trasformazione della luce

1905, Europe

Fisica

by:
  • Certified on: Oct. 25, 2020, 3:30 p.m.

    Incipit

    Fra le descrizioni teoriche che i fisici si sono formati dei gas e di altri corpi ponderabili, e la teoria di Maxwell dei processi elettromagnetici nel cosiddetto spazio vuoto, vi è una profonda differenza formale. Mentre, infatti, lo stato di un corpo si considera completamente determinato dalla posizione e dalla velocità di un numero finito, anche se grandissimo, di atomi e di elettroni, per la determinazione dello stato elettromagnetico di uno spazio si utilizzano funzioni spaziali continue, sicché a definire compiutamente un tale stato non può essere considerato sufficiente un numero finito di grandezze.

    Citazioni

    • Si deve tuttavia tener presente che le osservazioni ottiche si riferiscono a valori medi temporali, e non già a valori istantanei, e nonostante gli esperimenti abbiano pienamente confermato la teoria della diffrazione, della riflessione, della rifrazione, della dispersione e così via, è concepibile che una teoria della luce basata su funzioni spaziali continue porti a contraddizioni con l'esperienza se la si applica ai fenomeni della generazione e della trasformazione della luce. (pp. 118-119)
    • Secondo l'ipotesi che sarà qui considerata, quando un raggio luminoso uscente da un punto si propaga, l'energia non si distribuisce in modo continuo in uno spazio via via più grande; essa consiste invece in un numero finito di quanti di energia, localizzati in punti dello spazio, i quali si muovono senza dividersi e possono essere assorbiti e generati solo nella loro interezza.[1] (p. 119)
    • In una regione dello spazio, chiusa da pareti perfettamente riflettenti, si trovi un certo numero di molecole di gas e di elettroni; supporremo che essi siano liberi di muoversi e che esercitino l'uno sull'altro forze conservative quando si avvicinano molto tra loro, cioè che possano entrare in collisione come molecole di un gas secondo la teoria cinetica dei gas. (p. 119)
    • Adottando la concezione che la luce di eccitazione consista in quanti di energia , la generazione di raggi catodici ad opera della luce può essere interpretata come segue. Sullo strato superficiale del corpo incidono quanti di energia, e la loro energia si trasforma, almeno in parte, in energia cinetica degli elettroni. La situazione più semplice si ha se un quanto di luce cede tutta la sua energia a un singolo elettrone; supporremo proprio questo, senza peraltro escludere che certi elettroni assorbano solo in parte l'energia dei quanti di luce. (p. 132)
    • Se ogni quanto di energia della luce di eccitazione cede agli elettroni la propria energia indipendentemente da tutti gli altri, allora la distribuzione delle velocità degli elettroni, e cioè la qualità della radiazione catodica generata, sarà indipendente dall'intensità della luce di eccitazione; d'altra parte il numero degli elettroni che abbandonano il corpo sarà, a parità delle altre condizioni, proporzionale all'intensità della luce incidente. (p. 133)


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